Dal cuore della Basilicata al cuore della Cina: la storia del vino Aglianico del Vulture che unisce territori, cultura e strategie di export vinicolo.
Origini storiche del vitigno
L’Aglianico del Vulture è una delle gemme più preziose dell’enologia meridionale italiana. Coltivato sulle pendici del vulcano spento Vulture, in Basilicata, questo vitigno affonda le sue radici nell’antichità, probabilmente introdotto dai Greci già nel VII secolo a.C. Il suo nome, derivato dalla storpiatura di “ellenico”, racconta una storia di migrazioni, adattamenti e territori plasmati dal tempo.
Caratteristiche enologiche uniche
Il vino che ne deriva è corposo, ricco di tannini, con note speziate e fruttate che si affinano magnificamente nel tempo. La mineralità data dal suolo vulcanico conferisce all’Aglianico una struttura elegante e longeva, capace di competere sui mercati internazionali più esigenti. È questo il vino che, tra il 2006 e il 2009, si è fatto portavoce della cultura lucana in Cina.
Il progetto di internazionalizzazione
Da Venosa alla Cina
L’inizio di questa straordinaria avventura risale al 2006, quando una spedizione di 6.000 bottiglie di Aglianico del Vulture partì da Venosa, direzione Cina. Ma non si trattava solo di vendere vino: era un progetto di diplomazia culturale, in cui ogni bottiglia rappresentava una storia, un territorio, un’identità.
I numeri dell’export tra il 2006 e il 2009
In soli tre anni, le importazioni passarono da 6.000 a oltre 40.000 bottiglie, grazie a una strategia mirata che includeva degustazioni, partecipazioni a fiere, incontri istituzionali e un approccio relazionale autentico. La crescita non fu solo quantitativa, ma anche qualitativa: il vino italiano cominciava a trovare una propria narrazione nel contesto cinese.
Il ruolo chiave di Francesco Matera e Procomm
Strategie di racconto territoriale
Francesco Matera, fondatore di Procomm, fu l’architetto visionario del progetto. Con un background solido nell’internazionalizzazione, comprese subito l’importanza del “racconto” dietro ogni prodotto. L’approccio non era commerciale in senso stretto, ma culturale: raccontare la Basilicata attraverso il vino, evocare emozioni, trasmettere autenticità.
Diplomazia e marketing del vino
Il vino divenne uno strumento di diplomazia, una lingua universale con cui costruire relazioni tra produttori lucani e buyer cinesi. Il contatto umano, la visita diretta, il dialogo sono stati elementi centrali nella costruzione della fiducia e nella definizione di accordi solidi e duraturi.
L’impatto della Cantina di Venosa in Cina
Presenza attiva e importazioni crescenti
La Cantina di Venosa ha avuto un ruolo fondamentale. I suoi rappresentanti non solo parteciparono agli eventi in Cina, ma accolsero i partner orientali in Italia, mostrando in prima persona le vigne, le cantine, la passione dietro ogni bottiglia.
Degustazioni e fiere
Durante le manifestazioni enogastronomiche in Cina, l’Aglianico si è distinto per la sua identità forte. I cinesi, sempre più attenti alla qualità e alla storia dei prodotti importati, accolsero il vino lucano con curiosità e rispetto.
Cultura e fiducia: l’incontro tra due mondi
Viaggio istituzionale in Italia del 2009
Nel 2009, una delegazione di imprenditori cinesi, guidata da Hu Youren, visitò la Basilicata. Questo viaggio rappresentò una svolta: i visitatori poterono toccare con mano il processo produttivo, degustare il vino nel suo contesto originario, e percepire la verità del racconto Made in Italy.
Percezione cinese del vino italiano
La Cina, tradizionalmente più vicina alla cultura del tè, iniziava ad aprirsi al vino europeo. L’Aglianico, grazie alla sua struttura, trovò un terreno fertile: un gusto deciso ma raffinato, capace di dialogare con la cucina cinese e le sue sfumature.
Hu Youren: scienza e passione per l’Aglianico
Profilo del promotore cinese
Hu Youren, imprenditore e docente universitario a Shanghai, fu il principale sostenitore dell’Aglianico in Cina. Convinto della qualità e del potenziale del vino lucano, decise di promuoverlo sia a livello commerciale che scientifico.
Lo studio universitario sull’Aglianico
Il suo contributo culminò in uno studio accademico sull’Aglianico del Vulture, presentato all’Università di Nanchang. Questo approccio scientifico valorizzò ulteriormente il vino, dandogli una credibilità istituzionale presso il pubblico cinese.
Un vino diplomatico: l’Aglianico come ponte culturale
Tannini e cultura del tè
Hu Youren notò una somiglianza sorprendente tra i tannini del vino e quelli del tè, fondamentale nella cultura cinese. Questa analogia fu decisiva per spiegare l’Aglianico non come lusso occidentale, ma come un elemento compatibile con i valori locali.
Il vino italiano nelle abitudini cinesi
Così l’Aglianico trovò spazio non solo nelle occasioni speciali, ma anche nella quotidianità: nei ristoranti, nei wine bar, nelle tavole familiari. Un successo frutto di empatia culturale, visione e strategie ben calibrate.
Incoming culturale: un’esperienza trasformativa
La visita guidata nelle terre del Vulture
Il viaggio della delegazione cinese in Basilicata non fu una semplice gita istituzionale, ma un’immersione autentica. Gli imprenditori parteciparono alla vendemmia, visitarono le cantine, dialogarono con enologi e agricoltori locali. Questo tipo di incoming culturale trasformò il modo in cui percepivano il prodotto: non più un vino, ma un'esperienza.
La nascita di nuove relazioni commerciali
L’incoming si rivelò un formidabile strumento di fidelizzazione. Dopo il viaggio, molti dei partecipanti decisero di consolidare i rapporti con i produttori lucani, attivando nuove reti di distribuzione nei wine shop e nei ristoranti di città come Pechino, Shanghai e Canton. Un modello che unisce turismo, formazione e commercio.
Storytelling e autenticità nella promozione estera
Marketing esperienziale
Il successo dell’Aglianico in Cina dimostra che oggi, più che mai, vendere un prodotto significa raccontarne il contesto. Il marketing esperienziale, centrato sulle emozioni e la partecipazione attiva del consumatore, è la chiave per costruire un legame duraturo tra prodotto e pubblico.
L’importanza del racconto autentico
Non bastano brochure e video promozionali. Serve autenticità: il volto dell’agricoltore, la voce dell’enologo, il profumo della cantina. È questa la forza dello storytelling territoriale, in grado di superare barriere linguistiche e culturali.
Il successo misurabile del progetto
Espansione nei ristoranti e wine shop cinesi
I risultati furono evidenti. L’Aglianico del Vulture divenne un vino conosciuto in diversi circuiti cinesi di alta qualità. Nei ristoranti gourmet e nelle enoteche, la sua presenza crebbe in modo costante, sostenuta dal passaparola e dalla reputazione costruita sul campo.
Fidelizzazione dei buyer
I buyer cinesi apprezzarono la trasparenza del processo, la disponibilità al dialogo, la coerenza del brand lucano. Questo portò a una fidelizzazione stabile, con ordini ripetuti e collaborazione in eventi promozionali congiunti.
La lezione strategica per l’export italiano
Modelli replicabili
Il modello messo in campo da Francesco Matera può essere replicato con altri prodotti e territori. Il segreto sta nell’integrare cultura, esperienza e relazione umana. È un lavoro lungo, ma che porta frutti duraturi.
Best practices e suggerimenti operativi
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Selezionare un ambasciatore culturale locale.
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Creare esperienze immersive per buyer e media stranieri.
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Investire nello storytelling visivo e umano.
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Favorire lo scambio bilaterale: non solo export, ma anche incoming.
Sfide e opportunità future nel mercato asiatico
Le nuove tendenze del consumo di vino in Cina
Negli ultimi anni, il pubblico cinese ha affinato i propri gusti. Cresce la curiosità per i vitigni autoctoni e l’interesse verso vini biologici, biodinamici, naturali. L’Aglianico, con la sua autenticità e la sua storia, ha le carte in regola per intercettare questa nuova domanda.
Prospettive post-2020
Dopo il rallentamento dovuto alla pandemia, l’interesse per il vino italiano sta riprendendo. I consumatori cinesi cercano esperienze vere, racconti con anima. In questo, il Made in Italy ha un vantaggio competitivo da coltivare con strategia e visione.
Domande Frequenti (FAQ)
1. Cos’è l’Aglianico del Vulture?
È un vino rosso corposo e strutturato, prodotto in Basilicata, noto per la sua complessità aromatica e la sua longevità.
2. Quando è iniziato l’export verso la Cina?
Il progetto è partito nel 2006, con una prima spedizione di 6.000 bottiglie, per poi crescere rapidamente.
3. Chi è Francesco Matera e quale fu il suo ruolo?
È un esperto di internazionalizzazione che ha ideato il progetto, unendo racconto territoriale e strategia commerciale.
4. Perché il vino ha avuto successo in Cina?
Grazie a un approccio culturale, alla fiducia costruita con i buyer e alla somiglianza dei tannini con quelli del tè.
5. Chi è Hu Youren e cosa ha fatto?
Era un imprenditore e docente universitario cinese che ha promosso l’Aglianico in Cina, anche con uno studio scientifico.
6. L’esperienza può essere replicata con altri prodotti italiani?
Assolutamente sì, seguendo un modello integrato di incoming, storytelling e relazioni umane.
Conclusione
Il successo dell’Aglianico del Vulture in Cina non è solo una storia di vino, ma una lezione di diplomazia commerciale, di cultura condivisa, di relazioni costruite sulla fiducia. Un modello che dimostra come anche un piccolo territorio possa parlare al mondo, se lo fa con autenticità e visione.